Il panorama dei bonus edilizi e delle agevolazioni per la casa si prepara a un nuovo assetto per il 2027. Il disegno della nuova Legge di Bilancio punta a evitare i temuti tagli drastici, introducendo al contempo controlli più severi e rimodulazioni per i crediti pregressi.
È bene precisare subito un aspetto fondamentale: le misure descritte fanno parte del Disegno di Legge (Ddl) di Bilancio varato dal Governo. Il provvedimento deve completare l’iter parlamentare e ottenere l’approvazione definitiva delle Camere entro il 31 dicembre, motivo per cui alcuni dettagli potrebbero ancora subire variazioni durante la discussione degli emendamenti.
Vediamo quali sono le principali conferme, proroghe e novità previste.
La conferma per le famiglie: 50% sulla prima casa
La novità più rilevante è la proroga di un anno delle aliquote attuali, scongiurando il ridimensionamento automatico al 36% e al 30% precedentemente calendarizzato:
- Prima Casa: la detrazione resta confermata al 50%.
- Altri Immobili: per le seconde case e le restanti categorie di fabbricati, l’aliquota si attesta al 36%.
Non trova invece spazio la proposta, ventilata all’avvio dei lavori governativi, di elevare l’Ecobonus fino al 65%.

Ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus: le regole del 2027
La proroga interessa i tre capitoli cardine delle detrazioni edilizie, confermando il tetto massimo di spesa agevolabile a 96.000 euro per unità immobiliare, con ripartizione in 10 quote annuali di pari importo.
Gli interventi inclusi ed esclusi
- Ristrutturazione edilizia ordinaria e straordinaria.
- Ecobonus: agevolati caldaie a condensazione, pompe di calore, infissi, schermature solari e impianti fotovoltaici. Esclusa la sola sostituzione con impianti basati unicamente su caldaie a combustibili fossili.
- Sismabonus: ammesse anche le spese di classificazione e verifica preventiva del rischio sismico. Per gli immobili demoliti, ricostruiti e rivenduti dall’impresa entro 30 mesi, il diritto alla detrazione viene trasferito all’acquirente.
Asseverazioni e controlli
Rimangono obbligatori l’asseverazione rilasciata da un tecnico abilitato e l’invio della pratica all’ENEA, che proseguirà i controlli documentali e a campione sui cantieri. Confermato inoltre il rifinanziamento del bonus mobili ed elettrodomestici, vincolato agli interventi di ristrutturazione.
Stretta Superbonus: crediti 2023 spalmati in 10 rate
La misura più discussa (articolo 37) tocca la gestione dei crediti d’imposta legati al Superbonus per le spese sostenute nel 2023. La quota residua che si sarebbe dovuta compensare nel 2027 (valutata in circa 20,5 miliardi di euro) sarà obbligatoriamente diluita in 10 rate annuali (circa 2 miliardi l’anno). La norma impatta principalmente sugli istituti di credito e sugli intermediari finanziari cessionari, rallentando la velocità di monetizzazione dei crediti fiscali.
a cura di Studio Rossi Amministrazioni – Via Bertola 59 – 10122- Torino-info@rossiamministrazioni.com




