I Riferimenti Scientifici e Tecnici dell’Attenuazione Notturna (Set-back)

Esistono numerosi studi scientifici, modellazioni termotecniche e linee guida istituzionali (tra cui quelle dell’ENEA e le analisi dei Dipartimenti di Energia del Politecnico di Torino e del Politecnico di Milano) che analizzano l’impatto dell’attenuazione notturna (set-back) riscontrandone i benefici sugli impianti ad alta inerzia.

Ecco come la ricerca termotecnica e della fisica dell’edificio spiega e dimostra i quattro principi fondamentali di questa scelta:

1. Inerzia Termica ed Effetto Massa dell’Edificio

L’inerzia termica descrive la capacità di un edificio (pareti, solai, strutture) di accumulare calore e rilasciarlo lentamente.

  • Cosa dicono i modelli del Politecnico / ENEA: Negli stabili plurifamiliari in muratura o cemento, lo spegnimento totale per 8-10 ore non causa solo un raffreddamento dell’aria, ma anche delle strutture opache.
  • La dimostrazione scientifica: Riportare l’edificio in temperatura richiede una potenza termica di spunto molto superiore a quella nominale. La quantità di energia spesa durante la riaccensione intensiva (spesso alla massima temperatura di mandata) compensa o addirittura supera il risparmio teorico che si è ottenuto durante le ore di spegnimento.

2. Rendimento di Generazione e Modulazione

I generatori di calore moderni (caldaie a condensazione, pompe di calore e sottostazioni di teleriscaldamento) sono progettati per modulare la potenza.

  • Rendimento a carico parziale: Le caldaie a condensazione e le pompe di calore raggiungono i livelli di efficienza e rendimento più elevati quando lavorano a carichi bassi o intermedi e con temperature di mandata fluide contenute.
  • L’impatto dei picchi: Lo spegnimento notturno costringe il generatore a lavorare a pieno carico (carico massimo) ogni mattina. Le simulazioni di calcolo energetico dimostrano che far lavorare l’impianto a pieno carico per ore riduce il rendimento stagionale medio ($\eta_g$) rispetto alla conduzione modulata H24 con attenuazione.

3. Evitare i Picchi di Rete nel Teleriscaldamento

Nei centri urbani con reti di teleriscaldamento (come Torino o Milano), la gestione dei picchi mattutini è un tema centrale studiato dai Politecnici:

  • Se tutti i condomini accendessero le sottostazioni contemporaneamente alle 06:00 del mattino dopo uno spegnimento notturno, la rete registrerebbe un picco di domanda termica sproporzionato.
  • Per far fronte a questo picco, le centrali dovrebbero accendere i sistemi integrativi di riserva (spesso meno efficienti). L’attenuazione notturna diluisce la richiesta energetica nell’arco delle 24 ore, livellando la curva di carico complessiva.

4. Il Limite Anticondensa e Igiene dell’Aria (Linee Guida ENEA)

Nelle guide divulgative dell’ENEA e nelle normative UNI EN ISO per il benessere igrotermico:

  • Quando la temperatura interna scende sotto i 15°C – 16°C, l’umidità relativa presente nell’aria tende a condensare sulle superfici fredde (es. ponti termici, angoli delle pareti esterni).
  • L’attenuazione notturna a 16°C + 2°C di tolleranza garantisce che l’edificio rimanga sopra la temperatura di rugiada, prevenendo la formazione di condense e muffe indoor.

In Sintesi

Mentre per un immobile isolato in classe A+++ o con un’abitazione singola a bassissima inerzia i calcoli possono variare, per la grande maggioranza dei condomini esistenti in Italia (fabbricati plurifamiliari in Classe D-G) la letteratura termotecnica conferma che la gestione a due livelli (Comfort + Attenuato 24h) è la soluzione ottimale per bilanciare consumi energetici, tutela delle strutture e benessere abitativo.

a cura di Studio Rossi Amministrazioni – Via Bertola 59 – 10122- Torino-info@rossiamministrazioni.com

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