
L’instabilità in Medio Oriente, culminata con il conflitto in Iran nel 2026, ha innescato una nuova ondata di rincari per i condomini italiani, colpendo duramente i bilanci familiari già sotto pressione.
L’impatto sui costi energetici

Il driver principale dell’aumento è la volatilità dei mercati energetici. Le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno ridotto le forniture globali di greggio e gas, causando un rialzo immediato delle tariffe di luce e riscaldamento. Per un condominio medio, questo si traduce in:
- Riscaldamento centralizzato: Aumento stimato tra il 15% e il 25% a causa del costo del gas.
- Energia elettrica comune: Maggiori spese per ascensori, illuminazione delle scale e cancelli automatici.
Manutenzione e materiali

La guerra ha interrotto diverse catene di approvvigionamento, rendendo più costosi i derivati del petrolio e i metalli.
- Riparazioni straordinarie: I preventivi per rifacimento facciate o impermeabilizzazioni sono lievitati a causa del costo di bitumi, isolanti e trasporti.
- Servizi di pulizia e vigilanza: Le ditte hanno aggiornato i listini per coprire i costi di carburante dei mezzi e dei materiali di consumo chimici.
Prospettive e gestione
L’aumento delle morosità è il rischio principale per il 2026. Molte amministrazioni stanno ricorrendo a rateizzazioni straordinarie e alla rinegoziazione dei contratti con i fornitori di energia per cercare di calmierare i prezzi.
Le previsioni per i costi del gas nel 2026 sono fortemente influenzate dall’escalation del conflitto in Iran, che ha interrotto la stabilità faticosamente raggiunta dopo la crisi del 2022.
In base ai dati attuali e alle analisi dei principali istituti finanziari (come Goldman Sachs e Oxford Economics), ecco il quadro delle variazioni percentuali previste:
1. Shock Immediato (Marzo 2026)
L’inizio delle ostilità ha causato un’impennata istantanea dei prezzi all’ingrosso:
- Gas TTF (benchmark europeo): È passato da circa 30 €/MWh a oltre 60 €/MWh in pochi giorni, segnando un aumento superiore al 60%.
- Impatto in Italia: Per i clienti ancora in regime di vulnerabilità, ARERA aveva già registrato un rialzo del +10,5% a gennaio (causa freddo intenso), ma le proiezioni per i mesi successivi allo scoppio del conflitto indicano rincari a doppia cifra sulla componente materia prima.
2. Scenari per il resto del 2026
Gli analisti ipotizzano due percorsi principali a seconda della durata del blocco nello Stretto di Hormuz:
| Scenario | Durata Conflitto | Previsione Prezzo Gas | Impatto in Bolletta |
| Ottimistico | Risoluzione entro l’estate | Ritorno a 35-40 €/MWh | Aumento annuo contenuto entro il 15-20% |
| Pessimistico | Conflitto fino a fine anno | Fino a 100 €/MWh | Rincaro complessivo oltre il 100% rispetto al 2025 |
3. Fattori Critici
- Il ruolo del Qatar: La sospensione delle esportazioni di GNL (Gas Naturale Liquefatto) da parte del Qatar a seguito di attacchi ai terminali è il fattore che pesa di più sull’Europa, che oggi dipende dal GNL molto più che in passato.
- Stoccaggi: Se il conflitto dovesse durare tutta l’estate, l’Europa non riuscirebbe a riempire le scorte per l’inverno 2026/2027 a prezzi ragionevoli, portando a una pressione costante sulle bollette condominiali per tutto il prossimo anno.
Cosa significa per il tuo condominio?
Dato che il prezzo del gas influisce per circa il 58% anche sul costo della generazione elettrica in Italia, aspettati aumenti non solo sul riscaldamento, ma anche sulle bollette della luce condominiale.
a cura di Studio Rossi Amministrazioni – Via Bertola 59 – 10122- Torino-info@rossiamministrazioni.com



