Ecobonus 2027: Infissi, Cappotto e Climatizzazione Verso il Dettaglio del 65%? Le Ultime Novità

La mappa delle agevolazioni fiscali dedicate alle ristrutturazioni e all’efficientamento energetico potrebbe presto subire un nuovo importante aggiornamento. L’esecutivo sta infatti valutando la reintroduzione di una soglia d’incentivo al 65% per specifiche tipologie di interventi, un’ipotesi che ridisegnerebbe la convenienza economica per chi sta programmando lavori di riqualificazione nella propria casa.

Capiamo cosa c’è sul tavolo, quali interventi verrebbero coinvolti e come orientarsi per fare la scelta finanziaria più vantaggiosa.

Il quadro normativo attuale: la situazione al 31 dicembre 2026

Attualmente, a seguito del riordino delle agevolazioni introdotto con la Legge di Bilancio 2025 (l. n. 207/2024), il sistema dei benefici fiscali per le abitazioni si fonda su due fasce principali:

  • 50% di rimborso fiscale per gli interventi sull’immobile adibito ad abitazione principale;
  • 36% di sconto d’imposta per i lavori effettuati su seconde case o unità immobiliari differenti.

Questi parametri valgono sia per le ristrutturazioni edilizie ordinarie (art. 16-bis del TUIR) sia per gli interventi di risparmio energetico e di prevenzione sismica. L’agevolazione si concretizza sotto forma di detrazione IRPEF spalmata su 10 rate annuali di pari importo.

Esempio pratico: sostenere un saldo di 10.000 € nel 2026 per la ristrutturazione del bagno di casa consente di recuperare 5.000 € complessivi, suddivisi in 500 € all’anno fino al 2036.

La sforbiciata prevista dal 2027

Senza interventi correttivi entro la fine dell’anno, la legislazione attuale prevede un ridimensionamento automatico delle percentuali a partire dal 1° gennaio 2027:

  • La detrazione per la prima casa scenderebbe al 36%;
  • Per gli altri immobili l’aliquota calerebbe al 30%;
  • Si azzererebbe del tutto la misura legata all’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici (Bonus Mobili).

La nuova ipotesi: premialità potenziata al 65% per la transizione verde

Per prevenire una contrazione degli investimenti nel settore edilizio e sfruttare le risorse europee destinate alla sostenibilità (circa 14 miliardi di euro di margine finanziario), il Governo valuta la reintroduzione di un canale privilegiato per l’efficienza energetica.

La bozza allo studio non punta a creare un bonus inedito, ma a reintrodurre una percentuale premiale specifica articolata in due livelli:

  1. 65% per gli interventi sull’abitazione principale;
  2. 50% per le seconde abitazioni.

Le categorie di intervento interessate

I lavori ad alta efficienza che potrebbero rientrare nel perimetro potenziato comprendono:

  • Sostituzione di serramenti e infissi ad isolamento termico;
  • Realizzazione di cappotti isolanti per le pareti perimetriche;
  • Installazione di pompe di calore e climatizzatori ad alto rendimento;
  • Impianti con sistemi ibridi (integrazione tra caldaia e pompa di calore);
  • Installazione di pannelli per il solare termico (acqua calda sanitaria);
  • Schermature solari e dispositivi di domotica (building automation) per la gestione automatizzata dei consumi.

Simulazione economica: quanto cambia il risparmio finale?

L’impatto di un’eventuale approvazione dell’aliquota al 65% rispetto allo scenario peggiore (il calo al 36% nel 2027) è considerevole. Di seguito un confronto basato su spese effettuate sull’abitazione principale:

Tipologia di Lavoro / ImportoScenario 2027 Senza Modifiche (36%)Scenario Attuale 2026 (50%)Ipotesi Potenziata (65%)
Sostituzione Serramenti (12.000 €)4.320 €6.000 €7.800 €
Riqualificazione Energetica Completa (18.000 €)6.480 €9.000 €11.700 €

l dato chiave: Su un investimento di 18.000 €, il differenziale tra il regime minimo previsto dal 2027 (36%) e l’ipotesi migliorativa al 65% ammonta a ben 5.220 euro complessivi ripartiti nei dieci anni di recupero fiscale.

Come comportarsi: saldare i lavori subito o attendere le decisioni di fine anno?

La strategia finanziaria da adottare varia in base allo stato di avanzamento dei propri progetti edilizi:

  1. Saldare entro la fine del 2026 (Strategia di Sicurezza): Per le persone fisiche fa fede il principio di cassa, ovvero la data di esecuzione del bonifico parlante. Concludere i pagamenti entro il 31 dicembre blocca la detrazione attuale del 50% per la prima casa, azzerando il rischio di un ridimensionamento al 36% da gennaio.
  2. Attendere il testo definitivo della Manovra (Strategia d’Attesa): Rinviare i saldi al nuovo anno significa scommettere sull’approvazione del potenziamento.
    • In caso di approvazione del 65%: si ottiene la massima detrazione possibile;
    • In caso di semplice proroga: si mantengono inalterate le condizioni attuali al 50%;
    • In assenza di novità normative: l’agevolazione subirà il taglio programmato al 36%.

Considerazioni finali

Sebbene l’ipotesi del 65% offra un’interessante prospettiva di risparmio, resta attualmente una proposta in discussione. Per chi ha cantieri urgenti o già avviati, consolidare la certezza del 50% entro l’anno rappresenta l’opzione più prudente. Per chi sta invece programmando interventi a medio termine, sarà fondamentale seguire la stesura finale della Legge di Bilancio nei prossimi mesi.

a cura di Studio Rossi Amministrazioni – Via Bertola 59 – 10122- Torino-info@rossiamministrazioni.com

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