Cambiamenti Radicali in Vista: Sgomberi Più Veloci e Nuove Regole per le Abitazioni Occupate – Cosa Bolle in Pentola?

Il tema delle abitazioni occupate e della sicurezza urbana continua a infiammare il dibattito politico all’inizio del 2026. Gli eventi recenti, come le tensioni a Torino durante le proteste per lo sgombero di un centro sociale, hanno spinto il Governo ad accelerare i tempi per un nuovo pacchetto di misure. Sembra che sia in arrivo una vera e propria “stretta” sulle case occupate, ma cosa significa esattamente?

Sgombero Immediato per Tutte le Case?

Una delle proposte più discusse, avanzata da un partito di maggioranza, prevede lo sgombero immediato non solo per le prime case occupate abusivamente, ma per tutte le abitazioni, incluse seconde e terze proprietà. Questa idea sta raccogliendo consensi, segnando un potenziale cambio di rotta nella gestione delle occupazioni. L’obiettivo è intervenire in modo rapido e deciso, con strumenti più operativi e repressivi.

Ma facciamo un passo indietro per capire il contesto. La normativa attuale, introdotta con la legge n. 80 dello scorso anno, già prevede:

  • Il reato di “occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui”, con pene detentive significative.
  • Una procedura d’urgenza per liberare l’immobile e restituirlo al legittimo proprietario, pensata soprattutto per la prima casa.
  • Una “non punibilità” per l’occupante che collabora e lascia volontariamente l’immobile.

Tuttavia, alcuni leader politici ritengono che queste misure non siano sufficienti. Sostengono che il diritto alla proprietà privata non debba essere limitato alla sola abitazione principale e che l’occupazione abusiva sia un illecito penale da contrastare in modo uniforme. Da qui la spinta per rendere la procedura accelerata di rilascio una regola generale, senza distinzioni sulla destinazione dell’abitazione. L’idea è stata rilanciata pubblicamente anche dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in una recente conferenza.

Sfratti Più Veloci e Meno Garanzie per i Morosi?

Parallelamente, un altro partito ha presentato una proposta di legge per ridurre ulteriormente i tempi degli sfratti. Tra le novità più significative: l’eliminazione della notifica del preavviso di rilascio, la possibilità di convalidare lo sfratto in soli dieci giorni e la sua esecuzione entro un mese dalla notifica dell’atto di precetto.

Questo significherebbe che gli inquilini morosi non sarebbero più avvisati in anticipo della data dello sfratto. Sarebbe prevista una sola possibilità di rinvio, per un massimo di sessanta giorni, e solo per situazioni di particolare vulnerabilità (anziani over 70, disabili o persone con gravi patologie).

Non Solo Abitazioni: Un Pacchetto Sicurezza a Trecentosessanta Gradi

Il nuovo “pacchetto sicurezza” non si limiterà solo alla tutela della proprietà privata. Sono previste misure come il potenziamento delle forze di polizia, la possibile estensione delle “zone rosse” e l’aumento delle telecamere per la sicurezza urbana. Tuttavia, è chiaro che le norme sugli sgomberi sono tra le più sensibili e dibattute, anche per le loro implicazioni sociali.

Impatto sul Mercato degli Affitti: Una Spinta o un Ostacolo?

C’è un collegamento diretto tra il problema delle occupazioni e sfratti e il mercato degli affitti. Secondo il Ministro, molti proprietari oggi esitano a firmare contratti di locazione per paura di non riuscire a rientrare in possesso delle loro case in caso di morosità o occupazione abusiva.

L’idea è che regole più stringenti e la certezza del rientro in possesso dell’immobile possano dare nuova linfa sia al mercato degli affitti brevi che a quello degli affitti lunghi. In questa prospettiva, la maggiore tutela della proprietà privata è presentata come uno strumento per rilanciare il mercato immobiliare tradizionale.

Una Visione “Securitaria” dell’Abitare?

La convergenza all’interno del Governo riflette, in sostanza, una visione prevalentemente “securitaria” della questione abitativa. Il problema delle occupazioni e dell’abitare è affrontato principalmente con strumenti di ordine pubblico e penali, piuttosto che con politiche sociali o abitative strutturali. Il nuovo Decreto Sicurezza, quindi, potrebbe portare a un ulteriore irrigidimento del quadro normativo, con sgomberi più rapidi, meno garanzie procedurali e una protezione rafforzata dei proprietari.

Resta da vedere quali di queste proposte entreranno effettivamente nel testo finale e come verrà bilanciato il delicato equilibrio tra diritto alla proprietà privata, diritto all’abitare e tutela delle persone più fragili.

a cura di Studio Rossi Amministrazioni – Via Bertola 59 – 10122- Torino-info@rossiamministrazioni.com

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